martedì 27 maggio 2008

Napolitano, irrimediabile chiattillo


Caro presidente Giorgio Napolitano,
con profondo rammarico e delusione, mi accingo a scriverle questa lettera che lei non leggerà mai. Dopo aver abbandonato definitivamente la sua città natale, di cui probabilmente non si è mai sentito parte perchè rinchiuso in quel duro guscio chiamato "borghesia", è voluto apparire nella partita di calcio di Coppa Italia Roma-Inter (peraltro a lei il calcio non piace nemmeno), per mostrare agli Italiani che lei è presente, se pur impalpabile.
Diverse sue scelte, come quella di firmare un decreto giudicato ora "incostituzionale" dai magistrati napoletani, ha profondamente minato la sua credibilità. Oggi, inoltre, ha voluto lanciare un serio monito: "Basta ai localismi! Tutti collaborino alla vicenda rifiuti" e "Il federalismo fiscale sia solidale ed unitario".
Due cosucce, caro presidente: lei non può assolutamente dare giudizi riguardo l'emergenza rifiuti, visto che non l'ha vissuta in prima persona. Impegnato infatti a fare giretti nel centro tra il Gambrinus e il salotto "buono" della città, Chiaia, si è rifiutato di recarsi a verificare le condizioni della propria gente durante la crisi di Gennaio 2008, con la scusa di non voler bloccare la città. L'ha fatto già tante altre volte, non saremmo stati ben felici di rivederla. Ma invece ha preferito dirottare per Capri, dicendosi "allarmato" mentre attraversava spensierato le stradine dell'isola protetto da bodyguards ed esponenti politici. Che ipocrita!
E sul federalismo? Come può essere il federalismo "solidale" ed "unitario" se, secondo il significato intrinseco della parola stessa, esso vuol dire tutto il contrario che lei, sempre più ipocritamente, auspica?
Insomma, è nato a Napoli ma in mezzo a borghesotti che sono stati la rovina della città. Sa come vengono chiamati nei quartieri popolari queste persone? Chiattilli! E lei è irrimediabilmente uno di loro. Ne sia fiero, mi raccomando...

Nessun commento:

Basta! Parlamento pulito
Vday
Firma la petizione