
Povera mozzarella. E povera economia campana. A causa del malgoverno la nostra regione sta perdendo turisti e clienti. Dopo il flop del pacchetto turismo "Easy Napoli" ideato dal brillante assessore al Turismo Claudio Velardi, e dopo la figuraccia rimediata a Berlino insieme all'Assessore Valente riguardo il famoso video "pezzotto" (i due spacciarono per vero un video amatoriale girato da una turista tedesca mentre riprendeva le strade pulite. Solo che il video non era amatoriale ma confezionato ad arte), è un periodo buio per tutti i Campani. Prima la crisi dei prodotti agricoli campani ed ora quella della celebre mozzarella di bufala. Sì, perchè dopo il sequestro di 23 aziende bufaline, la notizia della riscontrata contaminazione di diossina nel latte delle bufale è finita su "The Independent" ed altri quotidiani stranieri. Risultato: la Corea ha bloccato l'importazione di mozzarella ed anche il Giappone si è apprestato a fare ciò.
La Campania non ha industrie rilevanti, dunque gli unici settori a muovere l'economia sono l'esportazione di prodotti agricoli ed il turismo. Senza questi introiti, che si farà? Già prima dell'inizio della fase emergenziale di Gennaio, si calcolava che in 14 anni la regione avesse perso un milione e mezzo di turisti, pari al 30% in meno dal 1993. Ora si aggiunge un ulteriore 30% in meno secondo gli operatori turistici. Inoltre, come ribadito in precedenza la mozzarella sta andando in malora, causa scarichi dei bastardi camorristi e il capopurpo continua a dare la colpa del calo di turisti all'andamento negativo dell'economia mondiale. Forse non se n'è accorto dei cumuli di monnezza presenti davanti ad alcuni dei più noti monumenti e siti archeologici. Senza dimenticare che a Napoli non vi è solo l'emergenza rifiuti, che è la punta dell'iceberg, ma anche criminalità dilagante, traffico, povertà, periferie degradate e via dicendo. E inutile voltarsi dall'altra parte, è così purtroppo.
Il 13 e 14 Aprile vi saranno le elezioni. Mettere una croce sul partito senza esprimere preferenza è una cavolata pazzesca. La sinistra e la destra non esistono più, esiste una sola classe politica interessata all'accumulo di denaro e potere. Chi pensa di andare a votare pensi a ciò. Questa non è democrazia, è oligarchia.
martedì 25 marzo 2008
Economia campana
lunedì 24 marzo 2008
Fondi, fondi ed ancora fondi

Fondi, altri fondi, troppi fondi! 7 milioni di euro per corsi nelle scuole su come fare la raccolta differenziata! 25 milioni di euro per il completamento del termodistruttore di Acerra! 75 milioni di euro per il nuovo "termovalorizzatore" di Salerno! 100 milioni di euro per i nuovi impianti di compostaggio da realizzare (ma serviranno, secondo le stime della Regione, altri 300 milioni di euro per completare il tutto)! I dati parlano chiaro, visto che li ha inseriti Bassolino medesimo sul suo blog. Sembra quasi che voglia farci credere che i politici si stiano impegnando per risolvere i mali di Napoli e Campania col mostrare le cifre spese. Come se stessero cacciando risorse di tasca loro.
I fondi Ue vengono presi dalle nostre tasche con le tasse, inutile ribadirlo. Dall'inizio dell'anno 2008 sono stati spesi 200 milioni di euro. Come è possibile dunque che il Commissariato abbia speso in 15 anni appena due miliardi di euro, che pure sono una cifra mostruosa?
L'anno passato la Regione, fra bonifiche, progetti nelle scuole ed impianti mai costruiti, ha speso la bellezza di 600 milioni di euro e più.
- Ricordiamo lo stanziamento di 200 milioni di euro per bonificare il Litorale Domitio, con Pecoraro Scanio che entusiasta dichiarava:
"Un gesto forte da parte nel governo che testimonia la volontà di risolvere l'emergenza". Finora gli scarichi di fonderia e la carcassa di balena stanno ancora lì. Passiamo avanti.
- Stanziati 238 milioni di euro per le bonifiche a Bagnoli, più altri 11 milioni di euro. Finora la colmata è ancora lì. Passiamo avanti.
- Il Commissario per le bonifiche e tutela delle acque (Bassolino fino a febbraio 2008) stanzia 54 milioni di euro per pulire i litorali e riattivare gli impianti di depurazione. Finora il mare a Castelvolturno e a San Giovanni a Teduccio puzza ancora di fogna. Passiamo avanti.
- Altri 20 milioni di euro per riattivare i depuratori scassoni e 25 milioni di euro per bonificare Napoli Est. Finora niente
Un intervento recente di Bassolino
Impregilo e Bassolino

Gestire la principale multinazionale italiana di costruzioni ed ingegneria, l'Impregilo, non è cosa facile. D'altra parte bisogna sapersi muovere in un mondo, quello della finanza, pieno di insidie e pericoli. Accumulare soldi a discapito di persone ed ambiente è l'attività più proficua. Ed Impregilo è l'esempio massimo.
Impregilo costruisce infrastrutture di ogni genere ed è impegnata tanto in Italia quanto all'Estero.
Già indagata per reati ambientali in altre parti del mondo, in Italia Impregilo stava per mettere le mani sul famigerato Ponte sullo Stretto di Messina. Accantonato (nmomentaneamente) il folle progetto di Silvio Berlusconi, la società si occupa in Italia della costruzione di tratte della TAV, dell'ammodernamento dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, dell'allungamento delle tratte metropolitane di Genova e Napoli etc.
Impregilo si è impantanata in Campania, fra tonnellate di rifiuti. Il governo affidò alla cordata Fibe di Impregilo la gestione rifiuti, e non a quella Enel che presentava anche maggiori garanzie d'affidabilità, pur se con minor economicità. Cominciò il disastro. La costruzione degli inceneritori di Acerra e Santa Maria la Fossa cominciò, e con esse le legittime proteste della popolazione locale. Non si erano mai visti inceneritori con una capacità di smaltimento così grande, tanto da superare enormemente quello famoso di Vienna. Inoltre gli impianti Cdr, cioè quelli che producono "eco"balle, ne producevano parecchi fuorilegge (che ora Prodi ha autorizzato del tutto dissenatamente a bruciarle ad Acerra). Attualmente ne sono 7 milioni e più in Campania.
All'Impregilo conveniva ciò. Tramite alcuni decreti speciali (ecco perchè l'emergenza rifiuti genera denaro) fu possibile stoccare le balle in siti non idonei a spese dello Stato. Le balle avrebbero procurato un valore patrimoniale enorme alla società nel momento in cui sarebbero state bruciate negli inceneritori. L'0biettivo era il miliardo di euro. Ogni anno le balle fatturavano un valore patrimoniale pari a 220 milioni di euro. Poi la magistratura intervenne ed il capitale sociale della società, pari a 750 milioni di euro, fu sequestrato.
Bassolino, ovviamente di tutto ciò non sapeva niente. E sì, perchè lui i contratti non li leggeva nemmeno, li firmava e via, affermando con fervore dinanzi ai magistrati che faceva leggere le carte ad un noto avvocato partenopeo, dott. Enrico Soprano.
Antonio Bassolino è l'incapacità allo stato puro. Ma non è una scusante. E' un aggravante enorme! Con lui hanno mangiato tutti, destra e sinistra.
Nel 1993, quando fu eletto sindaco, la prima cosa che fece fu cambiare il nome di una strada di Napoli, Corso Elena, con il complicato nome di un comunista che ora non ricordo. La seconda mossa fu cambiare tutte le targhe antiche delle strade con delle nuove. Dopo poco tempo le lettere cominciarono a cadere da queste nuove targhe. Poi arrivò ad affiancarlo la Jervolino...ma questa è (purtroppo) un'altra storia.
Proteste a Marigliano

Il servizio di La7 con le proteste a Marigliano. Da notare un Bassolino infervorato ed ottimista.
"Le balle d'immondizia non sono nemmeno sigillate. Basta osservare in che modo i camion scarichino i rifiuti su un terreno che, d'altra parte, non è nemmeno stato sistemato per raccogliere in vasche il percolato prodotto da quella merda."
sabato 22 marzo 2008
Marigliano...

E' cominciato lo sversamento di balle a Marigliano: 40mila tonnellate di monnezza tal quale invaderanno l'area già fortemente provata dagli scarichi abusivi. Nonostante i giornalisti assicurino che il sito di stoccaggio è a norma e bonificato, in realtà i cittadini lì presenti riferiscono di percolato che cola dai camion che trasportano i rifiuti. Inoltre il sito non è per niente a norma, visto che non è stato approntato secondo le norme vigenti.
La zona di Nola è una delle più inquinate. Si presuppone che la camorra abbia praticamente imbottito i terreni sottostanti di rifiuti tossici tramite l'utilizzo di pozzi e cave, e le prove emergono da scoperte del tutto casuali, come il sito che di recente è stato sequestrato a Marigliano. A circa sei metri di profondità di questo sito si trova la falda freatica, ed essa è risultata sporca e schiumosa, tanto da colorare il terreno di blu (vedi foto nello Slideshow, tratte dal blog di Nunzia Lombardi).
Uno dei paesi più virtuosi della Campania nella raccolta differenziata è proprio Marigliano. Il premio è stato una bella discarica nei pressi del depuratore di Boscofangone, che anzichè pulire le acque locali le inquina ulteriormente, inzozzando anche i campi lì vicino.
E' un disastro che si allarga nella tua mente man mano ne prendi sempre più coscienza. La camorra non può permettersi di fare i suoi comodi nel nostro territorio. Se i cittadini appaiono ancora "indifferenti" è perchè sono rassegnati di fronte a tanto scempio e non vi è nessuno che li mobiliti seriamente. Le istituzioni sono consumate dalla corruzione, i sindacati non si fanno sentire ed i pochi comitati civici non riescono ad avere una grossa risonanza, non potendo contare sui mass media, a differenza dei nostri cari politici.
giovedì 20 marzo 2008
"In Parlamento non ci sono fannulloni"
"In Parlamento non ci sono avidi fannulloni!". Sfogo del presidente Napolitano contro chi reputa i politici italiani una massa di nullafacenti e truffatori. Poi "Il voto non è mai inutile".
Ribadiamo al nostro caro presidente, esponente della più alta ed insigne borghesia napoletana, alcuni argomenti che possano indurre l'ignaro cittadino a diffidare della politica.
-Festeggiamenti in Parlamento
-Lista dei condannati nelle Aule del Parlamento
-Droga tra i parlamentari
-La legge elettorale attuale, definita una porcata dal suo stesso autore, Calderoli
-Corruzioni, concussioni, truffe e monnezza. La seconda fase di Tangentopoli.
Solo alcune delle birbonate che a giusta ragione ci fanno diffidare di questi nobiluomini.
martedì 18 marzo 2008
Fate schifo!
No, non è rivolto ai sacchetti della monnezza che hanno invaso oggi anche le strade del Centro Storico (basta farsi un giro per i Decumani o per Via Toledo e gli adiacenti Quartieri Spagnoli, subito ingolfati per l'aumento del pattume). E' rivolto ai politici, e ai giornalisti che fanno il loro sporco gioco. Prima di tutto ai giornalisti, la peggior categoria del Paese. Basta osservare gli interventi di livello nazionale come Bruno Vespa, Enrico Mentana o Giletti a Domenica In.
Durante i periodi più acuti dell'emergenza rifiuti, codesti signori hanno volentieri denigrato in diretta le popolazioni civili sommerse dalla monnezza. Tramite le loro trasmissioni è venuta fuori un'immagine dei Napoletani pessima e vergognosa, facendo passare per buone gli interventi dei vari politicanti (Bassolino, Pecoraro Scanio, Castelli, Casini, Maroni etc.).
Le facce dei nostri uomini politici sono presenti in qualsiasi trasmissione, persino vicino a modelle senza veli o in qualità di concorrenti in gare di barzellette. Oppure le varie tribune politiche in cui ascoltiamo ore ed ore di chiacchiere vuote, senza giornalisti che facciano da contraddittorio o pongano almeno domande più difficili di quelle del tipo: "Che progetto ha lei in campagna elettorale?", "A sua moglie piace che lei si è candidato insieme alla Santanchè?" (un classico di Ballarò a Raitre, dove in ogni puntata il pretesto è sempre lo stesso, il caro-vita, e le parole si sprecano in entrambi i fronti).
Nessuno dice che è una vergogna andare a votare, tutti sono chiamati al "gesto di responsabilità". Ma, sangue della marina, non possiamo votare, ad esempio, l'UDC senza scegliere almeno chi, e sapere poi che così abbiamo eletto gente come Salvatore Cuffaro, ex presidente della Sicilia e Commissario per l'Emergenza Rifiuti in Sicilia, condannato in primo grado a cinque anni per aver favorito un boss mafioso; oppure Ciriaco De Mita, 80 anni, ex Pd e 45 anni di magna magna in politica. Non parliamo del Pdl, lì le assemblee con i boss si svolgono ogni Giovedì sera a lume di candela. Berlusconi è stato miracolato un numero indecifrabile di volte fra assoluzioni decise da lui stesso, amnistie varie e prescrizioni; ha anche candidato (vabbè, diciamo sistemato) anche la moglie di Emilio Fede! Anni ed anni di lecchinaggio hanno dato i loro frutti! Ah, care vecchie preferenze...Ma il Pd non è da meno visto che la mogliettina di Bassolino, Annamaria Carloni, impegnatissima con la figlia Chiara a spillare quattrini alle casse dello Stato, si ricandiderà per l'ennesima volta.
Una menzione a parte merita Sergio De Gregorio detto "'o puorco d'e scale d'o Petraro", impegnato negli affari con gentiluomini di Fuorigrotta (i boss del quartiere) e aspirante politico a vita.
Ma almeno Clemente e il suo partito martoriato dagli arresti sono fuori dalla corsa...almeno per il momento!
Chi vota fa il loro gioco! E' tutto.
-Domenica in sull'emergenza rifiuti
-Bruno Vespa con i manifestanti di Pianura
lunedì 10 marzo 2008
Scetammece

A Report abbiamo visto le nuove immagini provenienti dal fronte, dove si sta svolgendo la guerra della monnezza, che vede politici e camorristi vittoriosi ovunque. I terreni sono ultra-inquinati, gli scarichi procedono con regolarità, i contadini sono impauriti dalle minacce della camorra e i politici corrotti progettano emergenze per accaparrarsi altri fondi europei.
Una terra stremata, devastata. E' questa oggi l'immagine della Campania. Adulti e ragazzini che convivono con l'immondizia sparpagliata per la strada e con discariche abusive sotto casa, e che continuano a far finta di niente, fregandosene del mondo circostante, come i nostri avi ci hanno insegnato. Ma erano altri tempi, ormai non si può tirare a campare così. Ci vuole indignazione, reazione. Bisogna agire, ORA!
Già oggi verifichiamo i primi segnali del disastro, ma i problemi verranno col tempo, quando tutti saranno affetti da almeno una patologia tumorale. Non è possibile che dei criminali interessati solo al denaro causino la morte di gente innocente e spesso di bambini, direttamente o indirettamente. Non è possibile che l'ingordigia di tutta la classe politica ed imprenditoriale mortifichi i Napoletani fino a questo livello. Purtroppo non basta scrivere queste parole su un blog per far arrivare forte il messaggio alla gente.
Insomma Napoli, basta con le parole. Basta con tutte quelle interviste a sapientoni della politica che ritengono di avere una risposta a tutto. Tutte le idee che circolano su Internet debbono uscire dalla rete per materializzarsi effetivamente.
sabato 8 marzo 2008
Turbogas di Vigliena

A Napoli si sta consumando l'ennesima presa in giro nei confronti di tutti i Napoletani, ed i promotori di questo evento sono i nostri laboriosi ed esperti politici regionali e comunali che si rivelano ancora una volta i più grandi geni di truffe ed affini. Nella nostra gestione comunale ne abbiamo sentito di tutti i colori: lo stadio a Scampia, il porto turistico a Bagnoli, il divieto di fumo nei parchi, la videosorveglianza, la metropolitana regionale, la nuova Piazza Garibaldi, l'inceneritore ad Acerra, la Cittadella della Polizia etc. Ma, alleluia, finalmente a Napoli si costruirà qualcosa, in breve tempo e senza alcuna spesa da parte del Comune: la centrale termoelettrica di Vigliena.
La famigerata centrale termoelettrica di Vigliena, situata all'interno del popoloso quartiere di San Giovanni a Teduccio, sta per essere riattivata dalla Tirreno Power ed il lavoro verrà concluso a Marzo del 2008, dunque tra breve. Il gas alimenterà il nuovo impianto e peggiorerà ulteriormente la situazione di Napoli Est, che ormai non somiglia più ad un paesaggio terrestre. Ma sarà l'intera città che pagherà le conseguenze di questo intrallazzo, per la gioia di cinici imprenditori e complici politici.
Tirreno Power è una giovane società privata gestita da un intreccio di accordi fra diversi imprenditori e gli stessi politici. Dirò semplicemente, per evitare di seguire minuziosamente tutti i collegamenti, che in pratica metà della centrale è di possesso della società che controlla la Repubblica, l’Espresso, Radio Deejay e molto altro, nonchè del principale gestore elettrico dell'Austria (come l'Enel); il resto fa parte dell’Electrabel, colosso energetico quotato in borsa, e dell’Acea, società controllata dal Comune di Roma. Quest’ultima controlla l’Ato 3, gestore idrico del Vesuviano, e tramite un fitto guazzabuglio di società, si giunge ad un politico noto, capogruppo dell’UDC campano.
Una forte “sinergia”, come direbbero i nostri beneamati politici, fra gestione idrica ed elettrica.
Insomma, la centrale si farà, gli interessi sono troppo forti e l'associazione cittadina locale non può far niente senza il sostegno di tutta Napoli. E pensare che il Comune, durante le elezioni amministrative di uno-due anni fa, dopo aver firmato il contratto con Tirreno Power, diffuse un opuscolo dove illustrava tutti progetti GIA' APPROVATI per il recupero dell'area, fra cui un acquario ed un Museo della Canzone Napoletana che sostituissero la centrale. Così non è stato, ringraziamo vivamente i nostri politici e gli imprenditori per il loro incredibile cinismo. Nonostante la gente dei dintorni della centrale abbia contratto diversi tumori e bambini ed anziani abbiano cominciato a soffrire di violente perdite di sangue dagli occhi dall'inizio dei lavori, tutto va avanti come previsto nell'assordante silenzio delle istituzioni. Oltre il danno, la beffa: la centrale, essendo alimentata a gas, non ha bisogno di esser sottoposta alla Valutazione d'Impatto Ambientale, visto che le turbogas sono esenti da questa legge.
-Il volantino distribuito dal Comune prima dell'ufficializzazione della firma con Tirreno Power

